Gestire un sito e-commerce: i carrelli abbandonati


In questo periodo con la nostra divisione digital effedodici stiamo lavorando molto sugli e-commerce per cui, per me, è un argomento molto attuale e volevo iniziare ad parlare di come gestire un sito e-commerce la questione dei carrelli abbandonati, che non è da sottovalutare perché i numeri parlano da soli:

  1. La proporzione tra carrelli abbandonati e carrelli che hanno convertito è circa 70 contro 30
  2. I siti che convertono di più hanno in ogni caso circa il 55% di carrelli lasciati prima dell'acquisto

Sono numeri importanti e necessitano un approfondimento sulle strategie di come gestire queste situazioni che alla luce dei dati appena mostrati potremmo definire ordinarie. Se ci mettiamo che noi consumatori siamo sempre più consapevoli del fatto che vogliamo l'affare (in particolare in un acquisto effettuato su internet) e che comparare i prezzi non è mai stato così facile da quando hanno inventato San Google, arriviamo ad una banale conclusione: il prezzo è un vettore di scelta importante per circa l'80% dei nostri potenziali clienti. Non è un caso che le newsletter con coupon convertono fino a 5 volte le newsletter più semplici.

Immaginiamo ora di essere a casa, sul nostro divano con il pc portatile sulle ginocchia e con la tele accesa in sottofondo ci stiamo concentrando su quelle scarpe da golf che portava Rory l'altro giorno al Masters (oppure su quel maglione che abbiamo visto in vetrina, è uguale). Scegliamo il modello, la taglia e il colore e mettiamo nel carrello quando beeep, beeep, beeep è scaduto il timer, dobbiamo scolare la pasta. Panico. Che faccio concludo l'acquisto e scuocio gli spaghetti? No dai, resisto all'acquisto d'impulso e mangio che ho fame e la pasta scotta mi fa schifo. Risultato: dopo 20 minuti sono sdraiato sul divano con la pancia piena a film iniziato ed è un miracolo se resto sveglio. Ok, mi pare di aver delineato una situazione abbastanza frequente in cui però l'acquisto che stavo facendo è finito prima ancora di cominciare e chissà quando mi ricapita l'occasione di rimettermi lì a pensarci. Siamo arrivati ad un'altra banale conclusione: i consumatori hanno la memoria corta e poco tempo anche se sono a casa, per cui è necessario ricordare loro che le scarpe che volevano o il maglione che piace sono ancora lì che li aspettano. 

Può anche succedere che diverse clienti piazzino i loro prodotti in diversi carrelli, tra il nostro e quello della concorrenza, solo per vedere l'effetto che fa come diceva qualcuno. Anche in questo caso una mail mandata al momento giusto può fare la differenza, anche se il prezzo non è il più concorrenziale.

Oggi abbiamo introdotto l'argomento, settimana prossima vedremo come e quando scrivere le email entrando nel dettaglio delle strategie e delle tecniche per convertire.

Hai già aperto un sito e-commerce? Leggi la nostra guida per gestire il tuo sito e-commerce al meglio.

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Luca Bizzarri