Email marketing efficace: ecco come fare

    All’interno degli strumenti del digital marketing, l’email marketing ricopre un ruolo di assoluto rilievo, perché è tra i canali di comunicazione e mezzi di fidelizzazione del cliente più potenti che esistono.

    Grazie ad esso, infatti, è possibile:

    • fare lead nurturing
    • convertire un lead in un cliente
    • fare brand awareness.

    Ma un conto è conoscere alla perfezione la teoria, un altro è riuscire a metterla in pratica. E organizzare campagne di email marketing efficaci richiede una attenta pianificazione di tutti i dettagli.

    Quali sono le azioni da compiere per migliorare le performance delle tue email? In questa guida, troverai consigli e soluzioni pratiche per ottimizzare le tue campagne di email marketing.

    Di cosa parliamo?

    Direct Email Marketing: gli elementi di una campagna di email marketing efficace:

    Gli strumenti di una campagna di email marketing vincente:

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    1. Direct Email Marketing: gli elementi di una campagna di email marketing efficace

    Come abbiamo detto l’email è uno strumento importante: la sua diffusione e utilizzo capillare la rendono un asset strategico al servizio degli obiettivi del piano di marketing.

    Basti pensare che sono previsti 3 miliardi di utilizzatori mondiali entro il 2020!

    Per sfruttare il suo potenziale, tuttavia, è necessario pianificare campagne di email marketing definite in tutti gli aspetti e dettagli più importanti.

    Solo una campagna di email marketing strutturata con obiettivi e strumenti definiti può, infatti, raggiungere risultati importanti e concreti.

    Quali sono gli elementi di una campagna di email marketing efficace?

    I più importanti sono:

    • la scelta dell’email marketing software giusto
    • il rispetto delle best practices
    • la definizione di obiettivi chiari e precisi

    Vediamoli nel dettaglio.

    La scelta dell’email marketing software

    Ogni campagna di email marketing efficace ha bisogno di un ESP (Email Service Provider) in grado di offrire un software per l’invio di email con precise caratteristiche. L’azienda partner che scegli per l’invio delle mail deve avere:

    • una piattaforma CRM con capacità di segmentazione
    • buoni rapporti con i fornitori di servizi Internet
    • una reputazione positiva come fornitore di servizi di posta elettronica
    • automazione rispetto delle norme sulla posta elettronica
    • analisi dei dati integrata.

    Il software che infine sceglierai deve in sintesi:

    • essere connesso e poter interfacciarsi con il database dei tuoi contatti, in modo da poterli recuperare e segmentare;
    • poter analizzare i dati e le statistiche relative all’apertura di email, alla disiscrizione e ai feedback ricevuti.

    Le email marketing best practices da conoscere

    La best practice principale per una campagna di email marketing di successo è: l’invio del contenuto giusto, al momento giusto e alla persona giusta.

    Regola che si traduce operativamente anche nel creare e fornire contenuti di valore, mirati e personalizzati.

    La domanda da cui partire è: “Perché l’utente dovrebbe dedicarmi il suo tempo e leggere la mia email?”.

    Per poter realizzare e fornire contenuti di valore, al momento giusto e alla persona giusta queste sono alcune best practices da seguire:

    1. Capisci in quale fase del buyer’s journey è il tuo utente

    La comprensione del funnel di conversazione è uno tra i fattori più determinanti in una strategia di email marketing. Capire, fin dall’inizio, in quale fase del buyer’s journey si trova il tuo contatto ti sarà utile per quando dovrai creare i contenuti: è in fase di esplorazione e sta cercando soluzioni? Oppure, è già in fase decision/close e ha bisogno di informazioni su dove comprare il tuo prodotto o vuole un’offerta di acquisto?

    2. Conosci i suoi problemi e le sue esigenze

    Conoscere quali sono i problemi, le esigenze o le richieste della Buyer Persona è indispensabile per andare avanti. Ma non solo: prima inizi a crearti le basi per instaurare un rapporto di fiducia e duraturo, prima riuscirai a “sentirti più vicino” a lui e a essere il più conversazionale possibile. Di conseguenza, ti risulterà più semplice inviargli solo i messaggi adatti a lui.

    3. Crea contenuti specifici e pertinenti per quelle esigenze

    Crea contenuti che siano rilevanti e pertinenti per ogni fase del buyer’s journey e, di pari passo, personalizzali. In questo modo, gli utenti, leggendo risposte e soluzioni in linea con i loro problemi, si sentiranno più vicini a te e saranno ben più predisposti a compiere qualche azione sul tuo sito.

    4. Personalizza le email in base al tipo di linguaggio, testo ed immagini

    Ricorda: è importantissimo personalizzare le tue email in base al destinatario e alle sue specifiche esigenze, diversificandole per linguaggio, testo ed immagini. Evita gli invii massivi di email uguali.

    L’obiettivo è rendere ogni email il più personale e colloquiale possibile, come se stessi parlando con un tuo amico.

    Come si realizza tutto questo a livello pratico? Scopriamolo qui di seguito:

    • scrivi un oggetto e un’anteprima che siano accattivanti
    • crea un contenuto che sia orientato alla soluzione, cioè all’azione che vuoi che l’utente faccia, e in linea con la tua offerta
    • tratta un solo tema ed esponilo in modo chiaro e preciso (troppe informazioni creano confusione)
    • usa un linguaggio semplice, ma curato
    • usa un tono colloquiale e interlocutorio
    • scrivi un’intestazione accattivante
    • termina l’email con il tuo nome personale e non con quello della tua compagnia
    • inserisci informazioni per contattarti e per rispettare le norme anti-spam
    • aggiungi una CTA pertinente all’offerta
    • aggiungi dei link che rimandino al tuo sito
    • ottimizza le immagini per tutti i dispositivi (fondamentale perché la maggior parte delle persone guarda le email dallo smartphone)
    • dedica cura e attenzione al layout (anche l’occhio vuole la sua parte!)

    Realizzare una strategia di email marketing di successo: gli obiettivi

    Per migliorare le performance e raggiungere risultati importanti, bisogna partire dalla definizione di obiettivi chiari e definiti, SMART.

    Prima di partire devi quindi chiarire: a cosa servono le tue email? Qual è l’azione che vuoi che l’utente compia?

    • scaricare un contenuto
    • atterrare su una landing page
    • fare un acquisto
    • visitare il tuo sito
    • Oppure conoscere un po’ più nel dettaglio la tua azienda e i tuoi servizi?

    Saperlo fin dall’inizio ti aiuta a settare anche i KPI che dovrai monitorare per poter valutare le perfomance della tua campagna.

    Perché, ricorda, è l’obiettivo ad orientare la tua email e la tua scrittura, non il contrario.

    2. Gli strumenti di una campagna di email marketing di successo

    Dopo aver visto quali sono gli elementi di una campagna di email marketing efficace, passiamo ad una parte più pratica e scopriamo quali sono gli strumenti necessari.

    Ecco quali sono:

    • il database
    • l’email marketing automation
    • i KPI dell’email marketing.

    Vediamoli più nel dettaglio.

    Il database e la gestione dei contatti

    La gestione del database è uno dei passaggi chiave in una qualunque strategia di email marketing. Ancora di più, un database pulito e aggiornato è la base di una campagna di email marketing di successo. Ecco perché è importante porre molta attenzione e cura a questo passaggio.

    La prima cosa da fare? Aggiornare la lista dei contatti, sospendendo quelli che non sono più attivi o che non hanno aderito all’informativa sulla privacy.

    Fare “ordine e pulizia” è essenziale per vedere con più chiarezza il proprio potenziale. Il database, infatti, perde circa il 22,5% dei contatti all’anno in maniera organica, quindi tenerlo sempre pulito e aggiornato risulta indispensabile.

    Una volta pulito il database puoi passare alla segmentazione della lista dei contatti in sottocategorie e profilazione.

    Si può partire dai metodi più tradizionali, quindi optando per criteri socio-demografici, come età, sesso, lingua, provenienza geografica e professione.

    Oppure si possono utilizzare metodi più avanzati e customer oriented come i loro interessi e preferenze, lo storico delle interazioni con il brand.

    Segmentare il database ti aiuta ad evitare l’email sbagliata, alla persona sbagliata, nel momento sbagliato. Inoltre, il 77% del ROI dell’email marketing, arriva da campagne ben segmentate e targetizzate.

    L’email marketing automation

    Una volta conosciuta la fase del buyer’s journey in cui si trova il contatto e iniziato a personalizzare i contenuti per le sue specifiche esigenze, si può passare all’email marketing automation.

    Le email automatizzate hanno 2 volte il tasso di apertura e quasi 3 volte il tasso di click-through rate delle email massive.

    Ci sono diversi modi di utilizzare l’email marketing automation, vediamo quello dei workflow.

    Workflow di email marketing automation

    I workflow vengono impostati utilizzando il software di email marketing automation, che invia sequenze di email personalizzate in base a regole definite. Per esempio, si possono attivare a seguito di un download o di un click di un utente in una determinata fase del buyer’s journey.

    Si tratta di uno strumento molto utile, che permette di automatizzare diversi compiti. Ma non solo: in un progetto di Inbound marketing, ti consente di far passare la lead da una fase all’altra.

    Esistono diversi tipi di workflow, in base a quale stage del funnel si trova l’utente in quel determinato momento. Ecco qualche esempio:

    • workflow di benvenuto
    • workflow di riattivazione degli utenti
    • workflow di nurturing
    • workflow per gli eventi

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    Utilizzare i KPI dell’email marketing

    Uno degli elementi più importanti nell’email marketing, come del resto in molti altri campi, è la misurazione dei dati.

    Analizzare e misurare gli analytics della tua campagna ti serve per capire cosa funziona e cosa no, cosa devi migliorare o cambiare assolutamente.

    Questi sono i KPI da monitorare:

    • Open rate: indica la percentuale di email aperte su un totale di email inviate;
    • Click-through rate: indica il numero di persone che ha cliccato sulle CTA e su ogni link contenuto nella tua email, rapportato al numero totale degli invii;
    • Bounce rate: indica la percentuale di email che tornano indietro per impossibilità di consegnarle. Il suo opposto si chiama Delivery rate ed esprime la percentuale di messaggi effettivamente recapitati nelle caselle di posta dei destinatari;
    • Unsubscribes: misura il numero di persone che si sono disiscritte dalla tua mailing list.

    I marketer hanno recentemente introdotto anche un altro KPI che è CTOR che serve per misurare la performance della tua email, rapportata al numero delle mail effettivamente aperte e che può darti informazioni più puntuali.

    Se hai letto la guida, ora hai a disposizione degli elementi in più per capire le performance delle tue email, cogliere insights sui tuoi lettori e, last but not least, decidere quali azioni implementare per migliorare i tuoi KPI.

    Se vuoi approfondire come ottimizzare le tue email con un taglio più operativo, puoi leggere gli altri post di approfondimento collegati a questa guida e scaricare il nostro ebook sui workflow.

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