Cos'è il Design Thinking: 7 consigli per un brainstorming efficace

    Design thinking: cos'è e come gestire la fase di ideazione

    Ognuno di noi ha delle idee. La difficoltà non è tanto avere un'idea ma riuscire a scaricarla a terra e trasformarla in qualcosa di reale. La fase di ideazione è il momento in cui non si guarda la qualità delle idee ma la quantità. In questo caso, tanto è meglio. Alla fine della fase di ideazione si possono avere anche centinaia di post-it appiccicati alla parete, non è così inusuale. Idee intelligenti, dirompenti, innovative, inutili, stupide. Vale tutto. I motivi sono due:

    1. quello che oggi sembra stupido non è detto che lo sia anche domani
    2. le idee generate sono la benzina per lo sviluppo futuro.

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    Design thinking: da dove vengono le idee

    Come dicevo, ognuno di noi ha delle idee. Ad alcuni di noi si palesano con maggior facilità, ad altri invece più randomicamente. Da cosa dipende? Alcuni di noi sembrano essere più creativi, ma è vero che la creatività è una dote innata? Senza aprire un capitolo sulla natura umana, la verità è che la creatività è una cosa che si può allenare. Alcuni di noi sono più portati semplicemente perché sono più curiosi, leggono e si informano di più, viaggiano e vedono come gira il mondo al di fuori del proprio paese. Poi esiste una capacità di riuscire a leggere le cose che succedono intorno a noi e a trasformarle in idee ma, ancora una volta, anche questo può essere allenato. Il design thinking è una metodologia di creazione del valore che in parte ci aiuta a fare anche questo.

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    Un'idea non si può giudicare dal contesto in cui viene partorita o dal suo contenuto ma deve essere giudicata attraverso 2 semplici parametri:

    1. Facilità di realizzazione
    2. Capacità di portare i risultati

    Messa giù in altro modo, un'idea è solo un'idea. Una serie di parole che messe in fila non sono altro che un pensiero o un'ipotesi. Ci può piacere, ma senza poterla validare con la sperimentazione (che ovviamente nel Design Thinking è previsto in una fase successiva) rimane qualcosa di astratto.

    Ecco perché è importante separare bene la fase di ideazione da quella di validazione: la prima, come detto, è il momento creativo in cui è neecessario generare il maggior numero di idee possibili. Solo una selezione di queste, magari rimaneggiate e combinate tra loro, passerà alle fasi successive e verrà, forse, testata.

    Design thinking: le 6 regole indispensabili per un designer

    1. Tutto ruota intorno al tuo cliente. Come professato dalla teoria dei Jobs to Be Done, osservare e comprendere il tuo cliente è una parte fondamentale del processo. Sinceramente, se non hai fatto questo passaggio, lascia perdere la fase ideativa e fai un passo indietro. Se non sai da che parte cominciare, guarda come funziona la Discovery.
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    2. Lavora e pensa a livello visuale. Ebbene sì, senza il lavagnone non se ne fa nulla. Disegnare e schematizzare aiuta il proprio pensiero e aiuta gli altri a mantenere la concentrazione e comprendere meglio gli sviluppi delle idee.
    3. Il gruppo lavora meglio dell'ego. Visto il numero di idee che devono essere generate meglio lavorare in gruppo. Gli insight possono provenire da chiunque, nessuno è da sottovalutare.
    4. KISS (Keep It Simple and Stupid). Inizia a sparare idee. Non pensare già al risultato finale e al prodotto della vita. Non aggiungere caratteristiche per risolvere problemi reali. Tieni tutto su un piano ideale.
    5. Sperimenta e impara dalle ca**ate che fai. Ogni piccolo esperimento ti può restituire una serie di informazioni utili da rileggere, interpretare e da cui imparare. Sono tutte informazioni che non avresti mai recuperato se avessi realizzato un prodotto senza sperimentare. La realtà è diversa dalle ipotesi.
    6. Accetta l'incertezza. La fase di validazione delle ipotesi porta con sé una importante dose di incertezza: testare le idee senza pregiudizio è parte fondamentale della sperimentazione.

    Design Thinking: 7 consigli per impostare un brainstorming efficace

    Ora è il momento di parlare di idee. Non è un caso che in Agenzia ci siano le coppie creative: art e copy dialogano, lavorano in team per generare centinaia di idee di cui poi alla fine se ne salvano 5 delle quali 1 viene segata dall'account, 1 è irrealizzabile senza un budget alla Avatar e 3 vengono portate in layout per la gara.

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    Il concetto del Growth Hacking non è molto diverso: il dialogo porta al confronto e questo è un incredibile potenziale generatore di idee. Certo, ci sono delle condizioni che devono verificarsi:

    1. Essere in un ambiente non giudicante. Ognuno deve essere libero di parlare, di esprimere un'idea che anche se al momento sembra stupida, può aprire ad altre idee e dare il suo contributo.
    2. Pensare fuori dagli schemi. Anche le idee che al momento sembrano più insensate e folli possono dare inizio ad una rivoluzione innovativa.
    3. Seguire il pensiero degli altri. "Attaccarsi" al ragionamento di un altro membro del team per rilanciare con altre idee correlate. Un atteggiamento positivo è fondamentale.
    4. Rimanere concentrati sul tema e sull'obiettivo. Sì al rilancio di idee, no al cazzeggio improduttivo e occhio all'allarme tagente (se uno parte per la tangente, richiamarlo all'ordine)
    5. Un tema per volta. Per evitare dispersione, concentriamoci su un topic per volta.
    6. Che ci sia un moderatore. Qualcuno che regoli gli interventi e chiami gli allarmi tangente riportando tutti all'ordine. Scoprirai quanto è facile per le persone andare off-topic.
    7. Sparare tutte le idee che ti vengono. Nella fase di brainstorming è meglio la quantità che la qualità. Tante suggestioni sono meglio di 3 idee fatte e finite.

    Luca Bizzarri

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