Consigli SEO per e-commerce: la disponibilità dei prodotti


La disponibilità dei prodotti sembra un problema secondario ma in realtà, oltre ad essere una gran rottura per la gestione quotidiana del sito, è un tema da non sottovalutare anche lato SEO. Questo vale sia per i casi in cui abbiamo il controllo diretto delle disponibilità (prodotti di produzione propria o distribuzione diretta) che nei casi in cui la disponibilità è un dato che possiamo solo subire e accettare (ad esempio un listino di un distributore con magazzino esterno). Ecco i consigli SEO per e-commerce sulla disponibilità dei prodotti.

Google ci dice che la strategia SEO può dipendere da 2 fattori indipendenti:

  1. Il numero di prodotti (e quindi il numero di pagine)
  2. La rotazione degli stessi (quanto spesso il prodotto va in rottura di stock).

Google, nella persona Matt Cutts (di cui potete apprezzare un video inerente l'argomento in questione), suggerisce strategie diverse a seconda del fatto che il sito di e-commerce abbia poche, molte, moltissime pagine. Fondamentalmente Google suggerisce le seguenti strategie, ma ci tengo fin d'ora a sottolineare che non sono regole da prendere come Vangelo bensì suggerimenti:

  1. E-commerce con poche pagine: il consiglio è quello di modificare manualmente la scheda prodotto o eventualmente utilizzare un redirect 301, che indica un qualcosa (pagina o articolo) "permanentemente rimosso". Nel caso del 301 è necessario indicare un URL di destinazione da inserire nell'header "location").
  2. E-commerce con molte pagine: il consiglio è di utilizzare un 404, pagina non trovata ma che in un futuro potrebbe tornare disponibile. Google dà minima priorità all'indicizzazione di queste pagine per cui di fatto è come se non lo fossero. La pagina di cui al codice 404 ovviamente deve essere il più possibile integrata al sito con il suo CSS.
  3. E-commerce con un numero spropositato di pagine: mantenendo validi i suggerimenti appena visti, qui il consiglio è di applicare il tag "unavailable_after" che indica la data di scadenza della pagina oltre la quale non verrà più letta dal crawler.

Bene, ora che abbiamo visto cosa ci consiglia Google... dimentichiamo tutto. Come detto questi sono suggerimenti e per quanto mi riguarda non specificamente centrati sul SEO ma più che altro filtrati attraverso i desideri di Google, sempre orientati al risultato di ricerca perfetto per ognuno. Quello che voglio dire è che come al solito non esiste una regola: rispondete alle prossime 3 domande prima di procedere:

  1. Che tasso di conversione ha quel particolare prodotto? Ad esempio se un prodotto che sappiamo essere molto ricercato sta per tornare disponibile, conviene mantenere la pagina attiva. Per cui niente 404 o 302 ma "Prodotto al momento non disponibile" sulla scheda prodotto con il suggerimento di prodotti simili.
  2. Il tasso di rotazione del prodotto è elevato? Se sì, sappiamo che tornerà disponibile a breve per cui usiamo un redirect 302 con un messaggio personalizzato (e magari usiamo un rel canonical per il contenuto duplicato).
  3. Quanto tempo abbiamo a disposizione? Che dipende in parte da noi, in parte dal numero di prodotti che vendiamo nel sito. Se sono troppi, troviamo un approccio generico per quelli meno importanti e gestiamo i prodotti che tirano di più in maniera più dedicata e manuale.

Per riassumere, come al solito, un approccio standard non è auspicabile ma è bene imparare a trattare con i codici di stato HTTP (qui la classificazione completa di Wikipedia) che ci interessano in questo frangente. Oggi abbiamo visto:

  1. 301 - Contenuto Permanentemente Rimosso
  2. 302 - Contenuto Temporaneamente Rimosso
  3. 404 - Pagina Inesistente, che può essere ripristinata
  4. 410 - Pagina Inesistente, che non può essere ripristinata

La differenza tra i codici "3" e i codici "4", che visti così sembrano uguali, è che il primo indica un'azione di redirect mentre il secondo una richiesta che non può essere soddisfatta e rimanda ad pagina vera e propria con il codice di errore.

Leggi tutti gli altri articoli della Guida sui consigli SEO per e-commerce.

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Luca Bizzarri