Influencer marketing: a chi fa bene, brand o Influencer?

    In questo blog abbiamo scritto numerose volte di Influencer Marketing che è un tema che ci appassiona molto, tant’è che gli abbiamo dedicato la Guida all'influencer marketing che puoi scaricare.

    E non  siamo i soli: il numero dei brand che si affidano a collaborazioni con Influencer di Instagram o di altri social network per promuovere il proprio marchio o i propri prodotti e servizi è in aumento costante.

    Tuttavia, una domanda rimane sempre in sospeso: l’influencer marketing funziona? E a chi fa bene, ai brand o agli influencer? Proviamo a rispondere con dati di Influencer Marketing.

     

    Chi è un Influencer? Scarica gratuitamente la guida all'influencer marketing>

    Una ricerca dell’agenzia americana L2ThinkThanks sull’Influencer Engagement fotografa lo stato dell’arte in uno dei paesi più maturi in questo ambito e mette in luce consumer insights interessanti, ricchi di spunti riflessivi anche per le attività di Influencer Marketing in Italia. 

    I Dati di Influencer marketing 2018

    L'indagine è stata condotta sulle collaborazioni di 376 marchi tra fashion, beauty, lifestyle, in nove settori differenti con 2.649 influencer di Instagram e YouTube nel corso del 2017/2018.

    Secondo il rapporto,  le attività di Influencer Marketing vivono una fase di flessione delle loro capacità di engagement.

    Ormai gli utenti sono a conoscenza delle collaborazioni che i brand stringono con gli Influencers e sanno che i contenuti dei loro beniamini sono il risultato anche di questi accordi.

    Ne deriva un interessante conseguenza: mentre alcuni brand riescono a sfruttare a proprio vantaggio la relazione diretta che gli Influencer hanno con i loro fan, molti altri purtroppo ne rimangono oscurati. 

    L’unico risultato che raggiungono spesso è solo una mention, senza nessun seguito.

    Al contrario, gli Influencer riscuotono un significativo aumento dell’engagement nei post in cui citano i brand.

    Questo effetto è più evidente in alcuni settori: orologi e gioielli, per esempio, tendono a vedere una evidente diminuzione del coinvolgimento degli utenti rispetto alle collaborazioni con gli Influencer.

    Invece, categorie tradizionalmente forti, come la bellezza e la moda, affrontano nuovi rischi legati alla ‘sovraesposizione’ degli Influencer.

    Ridefinire la propria strategia di Influencer Marketing

    Cosa fare quindi? E' necessario sfruttare nel modo giusto il potenziale ‘sociale’ degli influencer con progetti che puntino sulla coerenza e sull’autenticità.

    E adottare una serie di accortezze, quando si pianifica e disegna la propria strategia di Influencer Marketing:

    • cercare la coerenza: quando si valuta la collaborazione con un influencer, prima dei numeri, deve venire la valutazione della coerenza e affinità dell’Influencer con il brand. Cercare se ci sono mention spontanee del brand da parte dell’influencer, valutare le collaborazioni passate e in corso, il suo background in modo da poter costruire un progetto che sia coerente e credibile anche agli occhi dei fan;
    • diversificare: a volte, invece che puntare su uno o due super Influencer del momento, super inflazionati, è meglio rivolgersi ad Influencer più piccoli, ma con cui si abbia la certezza di poter costruire una collaborazione reale e di lungo periodo e non ‘one –shot’.
    • trasparenza: la trasparenza sulle collaborazioni e sponsorizzazioni deve essere massima, soprattutto quando si lavora con celebrities e super influencers, per proteggere il brand e limitare possibili controversie con la rete.

    Se vuoi approfondire e leggere le nostre case history sulle attività di Influencer marketing, consulta il nostro portfolio!

    di Federica Galimberti, Content Manager e Digital PR

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