Email responsive design: le migliori pratiche

    Ti sei mai chiesto cosa c’entrano le tue e-mail con il cappuccino a colazione e il caffè della pausa di lavoro? Beh, fino un po’ di tempo fa nemmeno io, Poi ho letto alcune statistiche piuttosto interessanti che mi hanno passato alcuni messaggi semplici ed interessanti (almeno per me). Un esempio? Più del 60 % delle persone consulta le proprie e-mail dallo smartphone durante la colazione, gli spostamenti con i mezzi pubblici e in ogni momento di pausa, soprattutto da quando i telefoni notificano a tutto schermo l’arrivo di un nuovo messaggio.

    E non è finita qui: l’85% delle persone consulte le email entro i primi 15 minuti dal proprio risveglio, per poi ricontrollarle nel proprio desktop, per poi ricontrollarle di nuovo sullo smartphone.

    Questo ci dice che l’evoluzione digitale ha costruito nuove abitudini ma anche che l’e-mail marketing rimane ancora uno dei canali che guida maggiore traffico ai siti web e alle landing page.

    Però bisogna rispettare una condizione fondamentale: le immagini e i contenuti dell’e-mail devono essere pensati per ogni dispositivo, pena la disiscrizione dal servizio di newsletter.

    Non è un’informazione che ci dovrebbe sorprendere, anche solo per il fatto che è questo un trend consolidato ormai da tempo, eppure oltre il 60% delle aziende non cura la responsività delle proprie e-mail per il mobile.

    Cosa significa pensare a un design responsivo? Le responsive e-mail sono mail che hanno caratteristiche di adattabilità (mantenendo la qualità estetica e dei contenuti) a ogni dispositivo sia esso un desktop, un tablet, oppure uno smartphone. Le responsive e-mail si presentano quindi in modo diverso in base alla tipologia e alle dimensioni del dispositivo in cui sono lette rispondendo, in questo modo, alla crescente alla domanda di fruizione dei contenuti in movimento, talvolta passando da un dispositivo ad un altro.

    In mancanza di un responsive design, le e-mail inviate ai tuoi utenti sono pressoché impossibili da leggere perché obbligano le persone ad adattare manualmente il contenuto tramite ridimensionamenti manuali del testo, zoom e movimenti delle dita alla ricerca della dimensione migliore. Direi una scena terribile.

    La mancanza di un approccio di e-mail responsive design, però, non implica solamente la difficoltà di lettura di un testo ma diventa un fattore cruciale che incide – e non poco - sulla reputazione di un’azienda e sull’email deliverability, ovvero la capacità delle email di essere recapitate nella casella di posta del destinatario, superando i blocchi degli email provider, dei sistemi antispam e dei contatti.

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    Quali sono le migliori pratiche di responsive design

    Pensare al responsive design vuol dire riconsiderare ogni elemento del template e mettere in pratica nuove scelte realizzative. Ho elencato alcuni suggerimenti utili in questa lista:

    Testo a colonna singola. Scegliere un template a colonna singola per il mobile permette di facilitare la lettura anche sugli schermi più piccoli e favorire lo scroll verticale.

    Oggetto dell’email. Meglio scegliere oggetti delle email piuttosto corti e coinvolgenti. Un desktop permette di dimensionare l’oggetto fino a 60 caratteri ma negli smartphone questo testo non deve essere più lungo di 25-30 caratteri.

    Preheader o preview. Il testo di anteprima è importante per le email visualizzate nei desktop ma lo è ancora di più nel mobile. Riassumere in poche parole il contenuto dell’email – soprattutto quello che è in grado di offrire al lettore - può essere davvero una tattica vincente. Non dimenticare che l’attenzione rivolta a una email su mobile può non arrivare a superare i 3 secondi prima che… L’mail stessa finisca nel cestino.

    Gerarchia delle informazioni. Lo scorrimento verticale di uno smartphone fa sì che un testo, anche breve, sia percepito come piuttosto lungo nella sua lettura. È per questo motivo che è meglio costruire una struttura di contenuti ordinata gerarchicamente, che metta al primo posto le informazioni più rilevanti (spesso, anche le call-to-action). Posizionare il messaggio più importante in fondo vuol dire rischiare che non sia letto.

    Nel responsive design, la semplicità del testo è la soluzione vincente quindi meglio evitare menù di navigazione e tutto ciò che può disturbare la lettura e preferire gli elenchi puntati, i testi semplici e brevi, gli spazi bianchi. Vuoi un consiglio molto pratico? Scrivi il testo della tua prossima email utilizzando proprio il tuo smartphone. Sarà tutto molto più facile.

    Dimensione dei caratteri. La lettura da mobile presuppone una scelta di font pensata per gli schermi più piccoli. Questo significa selezionare una dimensione che si posizioni tra i 14 e i 16 pixel per il testo e oltre i 22px per i titoli.

    Scelta delle call to action. La scelta delle call to action è importante per le email desktop ma lo è ancora di più per le email responsive. Creare una call to action delle giuste dimensioni, proporzionata, che contrasti nettamente dal background è una priorità di design da rispettare, alla pari delle dimensioni e della scelta del carattere e degli effetti di hover. Le CTA devono essere facilmente “tappabili”.

    Hyperlink. Nel responsive design, una delle scelte più corrette e quella di evitare gli hyperlink. Molto spesso ostacolano la navigazione e interrompono la lettura, altre volte vengono posizionati troppo vicino alle call-to-action principali, dirottando la navigazione verso strade indesiderate.

    Scelta delle immagini. L’adattamento delle immagini è un altro aspetto molto delicato da considerare nel responsive design. Tramite codice, è possibile attribuire ad una foto l’adattabilità per non penalizzare la qualità complessiva dell’invio. Se usi Photoshop, preferisci le versioni JPG salvandole per web. Le email devono caricare velocemente.

    Testing delle email. Nel mercato sono disponibili diversi software che permettono di testare la qualità e il risultato finale delle e-mail su ogni tipologia di dispositivo e per diversi browser. Questo è un modo molto professionale per affrontare il responsive e-mail design, soprattutto se si considera che, una volta inviata, un’e-mail non può tornare indietro.

    Una delle migliori pratiche nell’e-mail marketing, infine, è quella di sperimentare formati, dimensioni, testi. Fare A/B testing è una scelta consigliata perché aiuta a individuare la miglior combinazione di elementi e a produrre i risultati di conversione attesi.

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