Design e creatività: cos'è il growth driven design

Design e creatività: cos'è il growth driven design

Ti è mai capitato di dover realizzare un sito, mediamente complesso? Ci sono problematiche ricorrenti che sono difficili da superare, una su tutte il fatto che il design si definisce all'inizio del progetto e i primi risultati si vedono dopo qualche settimana o mese.

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Anche il fatto che per poterlo vedere in funzione vada praticamente sviluppato tutto genera dei problemi, perché se le premesse non sono chiare o le aspettative non ben allineate esiste il rischio che vada rifatto tutto. E questo, dopo mesi di lavoro, diventa un problema per tutti. Azienda e agenzia.

Cos'è il Growth Driven Design? A cosa serve? Come si costruisce un sito progettato con il Growth Driven Design? Qual è il processo che sta dietro il Growth Driven Design?

Growth Driven Design: come nasce?

Mettere online un sito sembra cosa facile ma in realtà ci sono molte insidie dietro alla costruzione di un nuovo sito web. Processi interni in azienda poco controllabili, scarsi (o mancanti) passaggi di informazioni, l'agenzia che è in ritardo nello sviluppo, il titolare che cambia idea, il direttore marketing che lo vede all'ultimo e non gli piace, difficoltà nella relazione con lo sviluppatore del gestionale o del CRM a cui il sito deve connettersi e tanto altro.

Come possiamo ovviare alla situazione? Ci sono problemi ai quali neanche il GDD (Growth Driven Design) può fare molto, può però aiutarci a limitare i danni.

Un'ultima premessa. Un cosiddetto sito "vetrina" (termine che odio, che dovrebbe stare a significare un sito che non ha un vero scopo se non quello di illustrare azienda e servizi aziendali) non serve a niente.

Abbiamo detto che rifare un sito è un lavoro che prende, se va bene, qualche mese e che un sito, per ogni azienda, ha un obiettivo preciso e deve svolgere una funzione legata allo sviluppo del business

La domanda ora è: può il marketing aziendale bloccare la maggior parte delle sue funzioni in attesa che venga rilasciato il nuovo sito? Teoricamente no, ma tendenzialmente è quello che succede nella maggior parte dei casi. 

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Cos'è il Growth Driven Design

Il marketing (tutta l'azienda in realtà) non può aspettare. Ecco perché nasce il Growth Driven Design, una metodologia che ci aiuta a minimizzare le tempistiche e i rischi legati al design canonico di un sito, riducendo i tempi di rilascio.

Non solo. Il Growth Driven Design è un processo che ci consente di controllare e migliorare costantemente il sito, facendoci concentrare su quello che è veramente importante (e che in troppe aziende ignorano): i risultati. 

Quindi, cos'è il Growth Driven Design? Il GDD è un processo data-driven costruito in 3 fasi (pianificazione strategica, lancio e miglioramento continuo) e basato sulle metodologie Lean e Agile che ci consente di disegnare e realizzare un sito web che risponda al meglio alle esigenze degli utenti.

Questa frase contiene molti spunti interessanti:

  1. Il sito perfetto non esiste e, sicuramente, non è disegnato a tavolino. Tutto ciò che è design può essere bello, ci può piacere ma non è detto che sia giusto per i nostri utenti.
  2. Questo porta al secondo punto: il sito deve essere disegnato per gli utenti, non per l'azienda. Come per il Design Thinking, da cui il growth Driven Design nasce tra l'altro, abbiamo un approccio cliente-centrico non più azienda-centrico (e questo vale anche per la content strategy, non solo per il design).
  3. Un sito deve essere costruito intorno a obiettivi chiari e rispondere a determinate esigenze dell'azienda. Questi obiettivi possono essere, ad esempio, la generazione di nuove opportunità di business (lead generation per essere più specifici) oppure vendere direttamente i propri prodotti, oppure educare i propri clienti generando brand awareness e contribuendo alla costruzione dell'esperienza di marca. Senza un obiettivo chiaro, il sito serve a poco. Anche rifarlo serve a poco, tanto vale spendere il budget in altro.
  4. Un sito costruito e abbandonato lì per anni (approccio "set it and forget it") come avviene nel 99% dei casi non ha senso. Gli obiettivi aziendali cambiano, i tuoi clienti cambiano. Il sito è uno dei principali asset, deve essere tenuto aggiornato alle necessità di azienda e clienti.
  5. L'aggiornamento del sito non deve essere casuale ma, già che ci siamo, guidato dai dati e dal comportamento digitale dei nostri utenti: in questo modo possiamo sapere che la crescita dei risultati è guidata da dati oggettivi e non più soggettivi.

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Luca Bizzarri