L'importanza del logo in comunicazione: come creare un logo

L'importanza del logo in comunicazione: sarai ricordato per quello

Abbiamo visto come il panorama della comunicazione sia cambiato e quanto lo storytelling stia diventando una delle modalità di comunicazione che si devono affiancare alla mera pubblicità. Come creare un logo? Cosa c'entra il logo con lo stroytelling? Quanto è importante un logo per l'immagine aziendale? Proviamo a rispondere.

A ognuno il suo: la pubblicità ha l'obiettivo di pura awareness, serve per amplificare i propri messaggi e raggiungere potenziali clienti che altrimenti, con tutta probabilità, non raggiungeremmo mai. Lo storytelling ha l'indubbio obiettivo di trasmettere i valori aziendali per entrare in risonanza con i propri clienti.

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Questo vale per tutti, in particolare per le nuove generazioni. C'è un termine che non sopporto che è "giovani" e ogni volta che qualcuno lo usa mi chiedo di cosa stiamo parlando: qui, con l'importanza del concetto di storytelling, stiamo parlando in particolare della generazione Z (nati dopo il 1997) e anche dei millennials (nati tra il 1981 e il 1996). Stiamo parlando di una maggioranza di nativi digitali, cresciuti con i social media e lo smartphone in tasca (in mano, più probabilmente) ma non per questo meno attenti alla comunicazione.

Direi più "diversamente" attenti alla comunicazione. Le poche cose che ho trovato in rete confermano le mie idee: stiamo parlando di piccoli "alieni" super-tecnologizzati, che usano codici di comunicazione per noi di altre generazioni quasi incomprensibili (e fin qui tutto normale) e che, nati in un mondo iper-comunicativo (nella nostra Academy, Outside the Box parliamo di Infodemia, una pandemia di informazione), hanno sviluppato un'attenzione selettiva che li porta a non credere nella pubblicità come la abbiamo sempre conosciuta ma a cercare altri tipi di comunicazione. E lo storytelling svolge proprio questa funzione: creare fiducia attraverso la condivisione di valori.

L'importanza del logo in comunicazione: la riconoscibilità

Lo storytelling quindi è una strategia oggi fondamentale per tenere il passo con il mondo che evolve. Per poter iniziare a fare storytelling, tuttavia, è utile (se non necessario) avere le spalle coperte. Mi spiego meglio.

Storytelling è un passo abbastanza evoluto in comunicazione: non tutti lo fanno, anche se dovrebbero, e se ci arrivano è bene avere pronto e ben consolidato tutto il set di strumenti di comunicazione che ineriscono all'immagine coordinata. Il primo strumento, e forse il più importante, è il logo aziendale. Spesso questo strumento è ampiamente sottovalutato, in molti casi è disegnato senza stile, senza carattere, a volte con elementi presi da template.

Il tuo logo è il primo asset aziendale che hai. Il logo identifica il brand ed è un asset fondamentale per la sua riconoscibilità. Il logo è il primo punto di contatto che abbiamo con i nostri clienti, è quello che ci rende "amici": cosa succederebbe se da domani la Coca Cola cambiasse logo? O se la Nike togliesse lo swoosh? Rivoluzione. Un esempio su quanto storytelling e brand identity siano interconnessi, e che abbiamo già trattato, è la case history (epic fail, meglio) di GAP.

La faccio breve: GAP, noto brand di abbigliamento, un giorno decide di cambiare logo dopo quasi 50 anni di onorato servizio. I clienti impazziscono e non si riconoscono più nel marchio: aspetta, lo ridico. Il cambio di logo ha portato ad un problema commerciale di proporzioni epiche: si stima un danno intorno ai 100 milioni di dollari per poi tornare al vecchio logo.

Cosa è successo esattamente? Logo e brand sono talmente interconnessi che il cambio di uno porta al mancato riconoscimento dell'altro. E come abbiamo visto, ognuno di noi compra in base alla fiducia che un'azienda è in grado di generare e alla relazione che instaura con i propri clienti.

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Ergo. GAP torna sui suoi passi ed è pace fatta. Compro dall'azienda di cui mi fido ma soprattutto indosso un marchio in cui mi riconosco e che posso sfoggiare in società con una certa soddisfazione.

L'importanza di un logo: cosa tenere sotto controllo quando si disegna un logo?

Da un lato, il logo è una cosa personale. Dico personale perché deve in qualche modo rispecchiare i valori, prima che aziendali, delle persone che l'hanno fondata. Per cui, quando decidi di ripensare il tuo logo, prima pensaci bene, poi ripensaci e infine assicurati almeno che:

  1. Sia in linea con i valori che vuoi trasmettere. Come detto, il valori di un brand sono un asset che sta diventando sempre più importante in ottica di relazione e fiducia con i propri clienti, futuri o attuali.
  2. Sia originale e riconoscibile. Abbiamo detto quanto è importante essere riconosciuti perché in questo caso significa essere entrati nella sfera della fiducia ed è forse la cosa migliore che potrebbe capitare ad un'azienda.
  3. Sia versatile e chiaro. Ovviamente deve poter essere adattato ad una serie di materiali diversi tra loro, orizzontali e verticali, piccoli e grandi e deve essere sempre leggibile con chiarezza.

L'importanza di un logo: l'analisi strutturale di un logo

Gli elementi che compongono un logo sono, o meglio possono essere, tre.

logotipo - pittogramma e payoff
  1. Logotipo. In questo caso "Nike", corrisponde alla parte del logo in cui è esplicitato il nome dell'azienda o del prodotto. Il logotipo (o solo logo) è espresso con un font che può essere commerciale, disegnato apposta oppure modificato (peso, corpo, spaziatura, colore, dimensioni) all'occasione. Il logotipo non può mancare in un logo perché è il logo stesso. Che poi la Nike utilizzi solo lo Swoosh da qualche tempo... beh, è Nike e non tutti se lo possono permettere. Google invece, è un esempio di logo che contiene solo il logotipo.
  2. Pittogramma. Non obbligatorio, aiuta la riconoscibilità del marchio, ed è quel segno grafico che solitamente affianca il logotipo. Lo Swoosh è un esempio, la mela della Apple è un altro ed entrambi hanno raggiunto una riconoscibilità talmente elevata che le rispettive aziende possono usare anche solo il pittogramma in vece del logo. Per pochi eletti.
  3. Pay-off. O baseline è quella scritta che identifica ulteriormente l'azienda. "Just do it" nel caso qui sopra evidenziato. Si tratta di una piccola frase che racconta e spiega un messaggio importante per l'azienda che, a sua volta, ritiene importante passare ai propri clienti. Per Nike era un concetto di "tutto è possibile", buttati e prova a farlo. Tendenzialmente è la parte del logo più soggetta a cambiamento perché i valori e i messaggi da dare possono cambiare.

In seguito al rilascio di un logo, vengono rilasciate delle linee guida sul suo utilizzo: su quale fondo va usato, quali distanze bisogna rispettare dagli altri elementi grafici, in che contesto usare una versione piuttosto che un'altra. Tutte queste indicazioni sono riassunte, come di diceva qui sopra, in una bibbia che chiamiamo brand book e che può contentere anche altre informazioni sul brand utili a chi deve gestire il logo per conto dell'azienda.

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Insomma. Il logo è una parte fondamentale dell'azienda ed è ciò che per primo trasmette i valori di cui l'azienda si fa portatrice: ecco perché un buon logo è alla base della comunicazione prima e dello storytelling dopo.

Luca Bizzarri