Le settimane vuote di agosto sono l’unico momento dell’anno in cui puoi guardare i tuoi materiali senza che nessuno stia aspettando una risposta. Non serve un piano di rilancio. Bastano cinque controlli da mezz’ora l’uno, fatti sui materiali che usi davvero, per arrivare a settembre senza rincorrere.
C’è una settimana, di solito quella intorno a Ferragosto, in cui in azienda non succede niente. Le mail arrivano col contagocce, i clienti sono via, i fornitori pure. È il momento in cui molti imprenditori decidono di non toccare niente, e si capisce perché: sembra tempo perso mettersi a lavorare su cose che non urgono.
Ma è anche l’unico momento dell’anno in cui hai qualcosa che di solito non hai, cioè distanza. In questo articolo non trovi un piano di rilancio da settembre. Trovi cinque controlli piccoli, da fare col telefono in mano o davanti al portatile, che servono a capire in che stato sono i materiali con cui la tua azienda si presenta.
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Perché ad agosto vedi cose che a marzo non vedi
Quando torni in una casa dopo due settimane di vacanza, la prima cosa che senti è l’odore. Non è cambiato niente, quell’odore c’era anche prima, ma tu non lo sentivi più perché ci vivevi dentro. Coi materiali della tua azienda succede la stessa identica cosa.
La presentazione commerciale l’hai vista trecento volte. Il sito lo apri ogni giorno per controllare una cosa e non lo guardi da anni. La brochure l’hai approvata tu, e la ricordi come ti sembrava il giorno che l’hai approvata. Per undici mesi all’anno sei l’ultima persona al mondo in grado di giudicare quel materiale, perché sai già cosa c’è scritto e riempi da solo tutti i buchi.
Ad agosto quel filtro si abbassa. Non del tutto, ma abbastanza. E il rischio, se non ne approfitti, è che a settembre riparta tutto insieme, fiere, budget, lanci, e che quei materiali restino esattamente dove sono fino a Natale.
Non invecchiano tutti insieme, invecchiano a pezzi
L’idea che circola è che a un certo punto sia ora di “rifare tutto”. Sito, materiali, immagine. È un pensiero grosso, costoso, e proprio per questo si rimanda.
Ma i materiali non invecchiano tutti insieme. Invecchiano a pezzi, e quasi sempre partendo dai pezzi che nessuno presidia: la firma delle email, la scheda prodotto che nessuno apre mai internamente ma che il cliente riceve, la presentazione che il commerciale si è modificato da solo perché quella ufficiale non gli tornava. Sono pezzi piccoli, che nessuno considera comunicazione, e sono anche quelli che il cliente vede per primi.
Il lavoro utile ad agosto non è rifare. È capire quali pezzi si sono staccati.
I 5 controlli da fare nelle settimane vuote
Nessuno di questi richiede una riunione, un fornitore o un budget. Il totale è meno di tre ore.
- La prima schermata del tuo sito, con il logo coperto. Apri la home sul telefono, metti un dito sul logo e leggi solo quello che si vede senza scorrere. Poi rispondi: si capisce cosa fate e per chi? Se quella frase potrebbe stare identica sul sito di un tuo concorrente, non stai dicendo niente. È il controllo più veloce e quello che dà più fastidio.
- Le prime tre slide della presentazione commerciale. Non tutta, solo le prime tre. Conta quante parlano di voi (anni di storia, stabilimento, valori) e quante parlano del problema di chi è seduto dall’altra parte. Se sono tre a zero, la trattativa parte in salita e il commerciale deve recuperare a voce.
- Le domande che il commerciale si risente fare ogni volta. Chiedigli quali sono le tre domande che tornano in ogni trattativa, e poi cerca dove sono scritte le risposte. Nella maggior parte delle aziende non sono scritte da nessuna parte, vivono nella testa di due o tre persone e si rispondono a voce ogni volta da capo. Quelle tre risposte, messe per iscritto, valgono più di sei mesi di post.
- Le foto e i materiali di prodotto, con l’occhio alla data. Non tutti, prendi i cinque che usate di più. Quanti hanno più di cinque anni? Quanti mostrano un packaging, una macchina o un allestimento che non fate più così? Il cliente non sa che è vecchio, pensa semplicemente che siate voi a essere fermi.
- I touchpoint che nessuno considera. Firma delle email, profilo LinkedIn aziendale, la pagina contatti, il messaggio automatico fuori sede. Costano venti minuti in tutto e sono i punti in cui la tua azienda parla più spesso senza che nessuno la stia guardando.
Vale lo stesso principio per cui, sui contenuti, conviene produrre meno e distribuire di più, di cui ho scritto qui: https://blog.ofg.it/produci-meno-distribuisci-di-piu/
Se vuoi un metro più strutturato prima di partire, l’autovalutazione del brand ti dà una prima fotografia in pochi minuti: https://www.ofg.it/scopri-quanto-il-tuo-brand-e-veramente-centrato-sui-tuoi-clienti/
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In sintesi, e il prossimo passo
Ad agosto non hai più tempo del solito. Hai una cosa più rara, che è la distanza per guardare i tuoi materiali come li guarda qualcuno che non ti conosce. Cinque controlli, meno di tre ore, e a settembre sai da dove partire invece di scoprirlo a ottobre.
Una cosa da mettere in conto: quasi sempre questi controlli non fanno emergere un problema di materiali. Fanno emergere che manca una direzione comune, e che ogni pezzo è stato fatto in un momento diverso rispondendo a una domanda diversa. È il motivo per cui rifare il sito da solo, senza aver chiarito prima cosa deve capire il mercato, produce una versione più nuova dello stesso problema.
Se dalla lista è saltato fuori qualcosa che ti ha infastidito, possiamo guardarlo insieme sul tuo caso in una call di orientamento (prenotala qui), una ventina di minuti.