Cosa sono i Big Data e a cosa servono.


Oggi apriamo un nuovo argomento, all'ordine del giorno per chi si occupa di marketing e CRM: cosa sono i Big Data e a cosa servono? Sulla bocca di tutti, sono l'ultima frontiera della relazione (del controllo forse) con il cliente. Da qualche tempo con effedodici, la nostra divisione Digital & Software, abbiamo studiato e stiamo integrando nei nostri siti un servizio analytics evoluto di raccolta dati di navigazione e acquisto, utile per estrapolare insight sui consumatori e fornire esperienze di navigazione personalizzate. Ci siamo trovati a dover approfondire l'argomento Big Data che voglio condividere perché c'è ancora poco in giro su questo tema.

Fondamentalmente con Big Data si definisce una mole così grande di dati che non può essere analizzata tramite metodi convenzionali: anzi mi azzarderei a dire che la vera rivoluzione dei Big Data non è tanto la loro dimensione quanto la sopraggiunta possibilità di analizzarli e trarne conclusioni coerenti. Vero è che se si chiamano "Big" un motivo ci sarà: stiamo parlando infatti di dimensioni inimmaginabili, per la precisione di Zettabyte (eh già, parlo seriamente), cioè siamo in un universo che contiene miliardi di Terabyte (che a loro volta contengono 1.000 Gigabyte l'uno) per cui, fidatevi, stiamo parlando di una mole di dati incredibilmente grande.

La rivoluzione dei Big Data è duplice:

  1. da un lato non si tratta di un insieme di tabelle strutturate come in un classico DB, ma di dati non strutturati composti da elementi multimediali (video, audio, foto, testi) che possono essere assoggettati solo ed esclusivamente da analisi semantiche
  2. dall'altro come accennato, non è tanto la presenza di una enorme quantità di dati quanto la possibilità di analizzarli e estrarne informazioni in tempi ragionevoli e con risorse limitate: se qualche anno fa uno scienziato dei dati (ancora una volta è il caso di dire "eh già": esiste il data scientist, fatevene una ragione) poteva impiegare molto tempo e un computer da milioni di euro per estrarre un'analisi da dati che potremmo definire "medium data", oggi è un'operazione che grazie a nuovi algoritmi si può fare in qualche ora, con un comune laptop.

Le caratteristiche principali dei Big Data sono:

  1. Volume, che ne definisce la dimensione in termini di byte
  2. Velocità, relativa all'estrazione dei dati che di solito avviene in tempo reale
  3. Varietà, che ne indica la provenienza: possono essere dati pubblici o derivati da ricerche o analisi.

Quest'ultima caratteristica introduce il grande dubbio legato a questa tipologia di dati, dubbio tanto grande da introdurre come quarta variabile la "veridicità" del dato. Il che apre un mondo di possibili domande ma questo vale anche per siti come, ad esempio, Wikipedia del quale ci fidiamo ciecamente anche se è stato certificato un elevato grado di inesattezze.

Per tornare a noi. Cosa ce ne facciamo di tutta questa mole di dati? Le applicazioni dei Big Data sono tantissime: dalla previsione delle zone a rischio criminalità di una città allo studio del genoma delle piante per studiarne la resistenza alla siccità, alla previsione del comportamento in base a stimoli definiti applicata all'intelligenza artificiale. Quello che però ci interessa approfondire è come li possiamo utilizzare in relazione al marketing e le sue relazioni con il CRM (Customer Relationship Marketing).

Cosa che vedremo settimana prossima.

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  1. Un nuovo approccio alla comunicazione
  2. 5 applicazioni pratiche dei Big Data
  3. Data Mining e Big Data

Luca Bizzarri