Microdata e motori di ricerca: non puoi farne a meno

    Abbiamo già parlato di dati strutturati, microdata e schema.org, ma in questo nuovo post li tratteremo più approfonditamente perché, vista l’importanza, è giusto dedicargli tempo e attenzione.

    Se vuoi essere sempre sul pezzo e seguire gli ultimi trend del settore, capire cosa sono e a cosa servono i microdata Google, leggere questo articolo ti sarà solo d’aiuto!

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    Utilizzarli, da una parte, ti consente di fornire maggiori informazioni sul contenuto del tuo sito web a Google per farglielo conoscere, migliorandone così il posizionamento nella SERP e, di conseguenza, il CTR. E, dall’altra, di regalare agli utenti un’esperienza di ricerca e di navigazione più personalizzata.

    Come il linguaggio HTML5 ha rivoluzionato il tuo rapporto con Google

    Prima di procedere, ti invitiamo a rispondere a delle domande: cosa fai per farti trovare più facilmente dagli utenti? E cosa fai per aiutare Google a capire il contenuto del tuo messaggio?

    Fin qui sappiamo tutti che i motori di ricerca, non essendo esseri umani, utilizzano un linguaggio totalmente differente dal nostro e che, per decifrare quello di cui stiamo parlando, si servono di un codice ben preciso e definito.

    Se una volta, però, ad essi, per interpretare un contenuto, bastava sapere e ricevere informazioni per così dire generiche come titolo, url e descrizione, oggi le cose sono diverse. Inoltre, Internet è cambiato radicalmente negli anni e ai contenuti testuali iniziali si sono aggiunti quelli multimediali (e non solo).

    La nuova versione del linguaggio HTML, ovvero HTML5, è nata proprio per risolvere queste esigenze, andando ad apportare modifiche e nuove funzionalità al linguaggio e alla semantica del contenuto dei documenti.

    In altre parole, gli sviluppatori HTML, per aiutare i motori di ricerca a capire meglio la struttura di un sito web e l’argomento del testo e di conseguenza per rendere più semplice e flessibile la fruizione dei contenuti per gli utenti, hanno dato vita a nuovi elementi semantici e a nuovi attributi. Ma vediamo più nello specifico di cosa si tratta qui di seguito.

    Cosa sono e a cosa servono i microdata?

    I microdata, che fanno parte dei dati strutturati, sono tutta la serie di informazioni aggiuntive relative al contenuto di un sito e definite da un codice condiviso (es. lo schema.org), che vengono “comunicate” a Google.

    Più informazioni vengono trasmesse, più facile è per Googlebot interpretarne il contenuto e contestualizzarlo nelle giuste categorie. E migliore è la contestualizzazione, migliore sarà la valutazione del sito da parte di Google.

    Ma per fare tutto ciò, i microdata si servono di attributi specifici che rendono il lavoro più semplice. Gli attributi più utilizzati sono tre:

    • itemscope (specifica che il contenuto all’interno dell’elemento HTML è di un determinato tipo)
    • itemtype (specifica il tipo di contenuto che viene racchiuso all’interno dell’elemento HTML)
    • itemprop (specifica il tipo preciso di informazione che si sta inserendo).

    Questi attributi rimandano ad una varietà di dizionari, che aiutano i motori di ricerca a comprendere meglio e che si differenziano gli uni dagli altri in base al tipo di elemento o categoria (come persone, luoghi, aziende) a cui sono associati.

    Ma quindi a cosa servono i microdata? Da una parte, forniscono ai motori di ricerca informazioni più dettagliate che li aiutino a capire ed interpretare tutti i dati non testuali e, dall’altra, migliorano il posizionamento nella SERP e di conseguenza il CTR. In questo modo, l’esperienza di navigazione dell’utente risulta migliore e personalizzata.

    Tuttavia, solo se utilizzati correttamente, possono dare i frutti sperati! Anche perché, venendo incorporati nel codice HTML del sito web, i microdata possono essere integrati da Google nelle ricerche, mostrando anteprime di immagini, recensioni, prezzi, orari e rendendo inoltre più dettagliati i rich snippets.

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    Altre definizioni utili: cosa sono i rich snippets e cos’è lo schema.org?

    Partiamo dai rich snippets. A differenza degli snippets tradizionali che non sono altro che i tanti risultati disposti a “blocco” che compaiono nella SERP, solitamente formati da titolo, url e descrizione, i rich snippets sono invece degli snippets classici più avanzati ed arricchiti da informazioni più dettagliate come foto, prezzi, recensioni, eventi, ecc. Sono molto utili in quanto ti permettono di indirizzare al meglio la tua ricerca, evitando di imbatterti in siti non pertinenti ad essa.

    Passando invece allo schema.org, può essere definito come una sorta di vocabolario, ordinato gerarchicamente, all’interno del quale sono racchiusi i diversi elementi o categorie (di cui abbiamo parlato prima nel paragrafo dedicato ai microdata) come persone, negozi, luoghi, prodotti, caratterizzati da più proprietà che li definiscono, differenziandoli dagli altri.

    In via definitiva, i microdata, lo schema.org e i rich snippets sono tutti strumenti di precisione molto validi che possono aiutare Google ad indirizzare al meglio le ricerche degli utenti andando ad inserire il determinato sito web in una categoria piuttosto che in un’altra.

    Utilizzi già i microdata? Vuoi saperne di più? Non esitare a contattarci!

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