Cos'è la Content Distribution, ovvero perchè i tuoi post non si vedono


Affronteremo oggi e nelle prossime settimane l'importanza di cos'è la content distribution perché, come tutti, ognuno di noi è alla ricerca del contenuto perfetto per i propri utenti e vorrebbe che i propri sforzi di creazione fossero meno frustranti e più premiati. Cercavo su Wikipedia la definizione di Content Marketing e quella presente sulla pagina italiana non mi soddisfa: parlare di creazione di contenuto "pertinente" non è tutta la verità, ma solo una parte. Infatti non stiamo parlando solo ed esclusivamente di pertinenza, ma anche e soprattutto di "rilevanza": la versione inglese della stessa pagina infatti cita direttamente James O'Brian (di Contently) che ha scritto su Mashable:

"The idea central to content marketing is that a brand must give something valuable to get something valuable in return. Instead of the commercial, be the show. Instead of the banner ad, be the feature story."

C'est à dire, il marketing e la comunicazione stanno cambiando. Ok, ok questo lo sapevamo già, vero. Quello che non sapevamo però è che la rilevanza per il target del nostro contenuto è solo la precondizione del successo di una content strategy (strategia di creazione e gestione dei contenuti): il vero fulcro del successo è la distribuzione del nostro contenuto, cioè il piano con cui decidiamo di supportare il reach organico che da solo, ormai, sappiamo non essere sufficiente. Una cosa è certa della percentuale di post che Edgerank (o qualunque sia il suo nome oggi) fa arrivare ai vostri utenti: è un numero che già oggi è basso e, in futuro, non può che scendere.

Quasi sempre "content strategy" è sinonimo di piano editoriale + content generation + sforzi creativi che si spera diventeranno virali: molte aziende spendono infatti molto del budget disponibile nel, chiamiamolo, "pensiero" e troppo poco in quella che potremmo definire "azione", cioè la distribuzione. Mi spiego meglio. Avendo mezzi come Facebook (social più diffuso da noi, dove se non ci sei di default non vali nulla - altra cosa che mi dà, di principio, profondamente fastidio) una portata organica molto limitata, rischiamo di bruciare tutte le nostre energie nel produrre un contenuto che poi non vedrà nessuno, indipendentemente dalla sua efficacia e rilevanza.

Se aggiungiamo che ognuno di noi (attenzione, se siete deboli di cuore saltate le prossime righe) è già abbastanza occupato a vivere la propria vita e non è lì fermo davanti al PC ad aspettare che i suoi brand preferiti postino qualcosa, direi che il quadro è chiaro e completo. Content generation senza la content distribution è come andare a fare un concerto allo stadio di Wembley a microfono spento: non ti ascolta nessuno, anche i pochi che vorrebbero farlo veramente.

Capiamo in quest'ottica quanto sia importante deviare una parte degli sforzi produttivi (di pensiero dicevamo) in azioni di distribuzione per far sì che il vostro contenuto finisca esattamente dove deve finire: in faccia ai vostri utenti. Se poi il contenuto è pertinente e soprattutto rilevante, avete centrato l'obiettivo.

Settimana prossima vedremo velocemente il modello POE (Paid, Owned, Earned Media) per contestualizzare meglio la Content Distribution.

Interessa appfondire cos'è la Content Distribution? Ecco la guida di OFG Advertising:

  1. Affrontare il rollo del reach organico
  2. Capire chi è e cosa fa il nostro target
  3. Customer Journey, touchpoints, pianificazione media
  4. Pianificare la promozione dei contenuti
  5. Misurare i risultati in base agli obiettivi

Per distribuirlo, è necessario avere un contenuto pronto all'uso. Scopri cos'è lo storytelling e come adattarlo alla propria strategia di marketing.

Luca Bizzarri

Topics: Digital Marketing & E-commerce

Pubblicato da Ofg Advertising il 28/0/2016