Content Marketing, cosa vuol dire storytelling


Eccoci al primo, vero, capitolo della saga sul content marketing. Oggi cercheremo di capire cosa vuol dire storytelling e come applicare la nostra storia alla strategia di comunicazione. Ognuno di noi ama le storie: ci piace raccontarle, ascoltarle, sentirci parte di qualcosa, credere in valori simili ai nostri. Questo ultimo punto è in realtà quello che introduce il discorso di oggi.

Lo storytelling è qualcosa di molto più semplice di quello che si possa pensare. Significa raccontare la propria storia, i propri valori, ideali con lo scopo di allineare il brand ai propri clienti: raccontare questa storia significa quindi molto di più che raccontare la "vera" storia dell'azienda o del prodotto ma vuol dire aprire il proprio mondo di valori, la mission aziendale, la propria visione a prospect e clienti. Lo stesso modo in cui lo raccontiamo, il nostro tono di voce, fa parte dello storytelling.

Altra cosa è catturare l'attenzione dei nostri clienti: ogni minuto nel mondo (ogni minuto) solo Google riceve circa 4 milioni di query, nascono quasi 1.400 blog post, Facebook genera circa 2.5 milioni di UGC. Insomma, catturare l'attenzione diventa un affare piuttosto complesso. Per questo non è sufficiente raccontare una storia: lo storytelling è (come dicevano Mina e Cocciante) una questione di feeling, un tema legato ad emozioni e sentimenti. Si tratta di allineare l'azienda al sentire dei propri consumatori, per restare in tema musicale, di creare risonanza con i loro ideali.

Le probabilità ci dicono che voi non siate gli unici monopolisti del vostro settore ma abbiate un ampio numero di competitors (mi spiace dirvelo così seccamente) ognuno dei quali avrà i suoi modi di comunicare ai propri clienti, che tra l'altro potrebbero essere anche i vostri. Io direi che la prima strategia da attuare è la differenziazione: la nostra storia è unica, ma lo è anche il nostro storytelling? Riformulo. La nostra azienda ha le sue caratteristiche e peculiarità che fanno di lei un'entità unica, ma lo è anche il modo in cui comunichiamo? Una storia non è necessariamente La Nostra Storia: è raccontare perché facciamo quello che facciamo, in un modo unico che crei empatia e risuoni sulle stesse corde che animano i nostri consumatori.

Ricapitolando: lo storytelling non è raccontare la propria storia ma è legato ad un contesto molto più ampio e comprende sicuramente cosa decidiamo di raccontare, il modo in cui decidiamo di dirlo e le emozioni e sentimenti che riusciamo ad accendere in chi fruisce dei nostri contenuti. Dico fruisce e non "legge" perché ovviamente lo storytelling può essere adattato a qualsiasi tipo di contenuto sia esso testuale, visivo o uditivo.

Simon Sinek, ex pubblicitario, oggi scrittore e consulente di Marketing, dice una cosa interessante: "la gente non compra quello che fai, compra il perché lo fai" e introduce il concetto di Golden Circle, che non visualizzeremo perché è molto semplice, quindi ve lo spiego. Abbiamo 3 cerchi concentrici che definiscono le priorità e gli obiettivi del nostro storytelling:

  1. al centro, nel punto di partenza, abbiamo il "Perché" che spiega i motivi per cui facciamo quello che facciamo
  2. in seconda fascia abbiamo il "Come", cioè il modo in cui quello che facciamo può aiutare i nostri clienti
  3. in terza posizione, non a caso in fondo alla catena, troviamo il "Cosa", cioè la nostra offerta

Quando parliamo di "cosa" stiamo ragionando sul piano puramente razionale ma quando diciamo il "perché" cambia tutto: passando ad un piano emotivo iniziamo a raccontare tutto quello che sta dietro la nostra storia, mettendo a nudo l'anima della nostra azienda per dimostrare che i motivi che la muovono sono gli stessi dei nostri clienti. E l'emozione genera ricordo. E il ricordo sedimenta nel cervello, stimola riflessioni e va a definire il posizionamento. Questa è la potenza dello storytelling.

Luca Bizzarri

Topics: Inbound Marketing & Content Management

Pubblicato da Ofg Advertising il 25/0/2017