Quando la strategia di marketing è l'assurdo, il più folle vince: il caso Old Spice


Ritorniamo brevemente sul nonsense marketing in advertising: abbiamo già visto in questo articolo quanto un approccio diverso, in cui lo storytelling sia sorprendente e particolare, possa risultare interessante per l'audience e aumenti il ricordo della comunicazione. Inoltre abbiamo affrontato nel secondo capitolo della saga dell'assurdo, lo trovate qui, l'importanza della coerenza con la strategia. Diciamo che Old Spice sposa alla perfezione entrambi i punti, dritto agli obiettivi: stupire, divertire, far parlare di sé e aumentare il ricordo del brand.

Di seguito 3 spot di Old Spice, tutti ori al festival di Cannes nella categoria film: il target è giovanissimo (12/24 y.o.) con una strizzatina d'occhio alla mamma, responsabile dell'acquisto, che si occupa fisicamente di prendere il prodotto dallo scaffale e portarlo a casa. 

Gli spot sono una trilogia di vera ironia, in cui i toni tristi della musica sono mitigati dal testo e dall'assurda regia: un vero inno alle madri fantasticamente depresse che vedono il proprio cucciolo abbandonare la tana. Lo spot rivisita il tema del "ragazzo preda" più volte trattato dai concorrenti, Axe su tutti, da una nuova prospettiva: quella della madre che non riesce più a tenere su di sé l'attenzione del figlio, che da ragazzo si trasforma in vero uomo. Eccoli:

  1. Mom's Song
  2. Tree
  3. Bowl

Luca Bizzarri